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25/10/19

Ohsawa è tornato e voi lo dovete leggere!

Da quando incominciai a interessarmi di macrobiotica, più di una decina di anni fa, mi sono chiesto spesso come mai si parlasse così poco del suo fondatore e fosse così difficile trovare i suoi libri.
Ammetto che non sono riuscito ancora
a trovare una risposta a quella domanda, ma allora capii che fosse necessario fare qualcosa per rendergli giustizia.
Per me era davvero un enorme peccato che molte persone che affermavano di conoscere la macrobiotica non avessero mai letto assolutamente nulla di Ohsawa o lo conoscessero solo per sentito dire associandolo sempre a un modello alimentare a loro dire antiquato.
Ohsawa durante una conferenza
In realtà chi ha  messo in disparte Ohsawa ha commesso il delitto di aver messo in soffitta tutte le sue geniali intuizioni e idee nel campo non solo dell'alimentazione, ma anche della metafisica, della scienza, della chimica e dell'educazione così come la sua chiave preziosa per comprendere la logica dei popoli estremo orientali e una visione più ampia della realtà: il principio yin-yang.
Georges Ohsawa è stato tra i primi a portare in Europa
l'agopuntura, lo zen e l'ikebana così come a far conoscere agli occidentali la figura del grande maestro fondatore dell'Aikido Morihei Ueshiba.
Non c'è argomento che Ohsawa non abbia affrontato con piglio geniale, dalle trasmutazioni atomiche a debole energia, allo studio delle personalità dei grandi personaggi storici, passando alla fisiognomica e all'origine della materia e della coscienza.
Insomma sentivo che dovevo fare qualcosa per riportare alla luce il suo pensiero, ma non sapevo proprio cosa e come avrei potuto fare.
Ohsawa con il grande
 Sensei Ueshiba
La soluzione arrivò dall'amico Luca Chiesi che era in cerca di volontari per tradurre e pubblicare un libro che era una sorta di raccolta delle parti più importanti di tutta la sua bibliografia.
Il libro era frutto delle ricerche di Jacques Mittler, uno studioso francese che ad oggi vanta più di 50 anni di conoscenza diretta dell'argomento.
L'idea di Luca raccolse subito l'entusiasmo mio e di molti altri sparsi in tutta Italia e formammo una squadra di lavoro molto affiatata.
Usando delle piattaforme on line siamo riusciti a condividere tutto il materiale che ciascuno di noi traduceva, correggeva e revisionava decidendo insieme anche la grafica e la modalità di stampa e distribuzione. Insomma credo che abbiamo fatto una cosa che nessuno aveva mai fatto prima e il risultato è stato straordinario soprattutto grazie all'enorme mole di lavoro portata avanti da Luca come curatore e dal carissimo Fabio Procopio come revisore del progetto.
La pubblicazione di questo libro mi ha permesso in parte anche di sdebitarmi verso Ohsawa perchè la sua macrobiotica mi ha aiutato a riconquistare la salute in un periodo difficile.
Ti consiglio davvero di prendere questo libro perchè è un piccolo scrigno dove ad ogni pagina puoi trovare un tesoro di grande valore.
Il libro è davvero un opera molto ben fatta e il costo è stato tenuto volutamente molto basso perchè il nostro interesse primario è che la filosofia di Ohsawa si diffonda ed esca dal recinto in cui è stata rinchiusa finora. Ciascuno di noi per quest'opera ha messo a disposizione il suo tempo, qualcuno anche soldi e di avere un guadagno non ci interessa granchè.
Ciò che ci arricchisce di più è la gioia di aver contribuito a diffondere qualcosa di importante che siamo sicuri che sarà apprezzato sempre di più in futuro.
Se siete interessati a ordinare il libro lo potete fare compilando il form sul sito http://lagrandeopera.it.
Spero davvero che vi interesserà e vi appassionerà come è successo a me!


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24/10/19

Uno sguardo lucido sul futuro

Oggi vi voglio parlare di un libro che è uscito da qualche mese e che è stata sicuramente una delle letture migliori degli ultimi anni.
Si chiama "Nutrire il futuro" pubblicato da Edizioni Mediterranee e l'autore è Carlo Guglielmo che è uno dei pionieri in Italia della macrobiotica e dell'alimentazione naturale, conosciuto ai più per la pubblicazione del bestseller "Il grande libro dell'ecodieta".
Quello che mi è piaciuto di questa sua nuova opera è il fatto che ci sia finalmente qualcuno oltre ad Ohsawa non si limita a parlare di filosofia Yin Yang riferendosi solo al cibo, ma anche all'analisi dei fenomeni storici e della società, gettando uno sguardo sul futuro.
Prima di proseguire con la recensione di questo libro ti consiglio però di dare una lettura al mio articolo sull'opera più completa mai pubblicata sul pensiero di Ohsawa che puoi trovare qui.
Tornando al libro di Guglielmo, io ho apprezzato molto la lucidità, l'intelligenza e la ricchezza di informazioni a cui l'autore ha attinto per la sua analisi.


L'autore riflette su cosa potremmo aspettarci e la sua visione non è certo buonista o consolatoria, ma invece piuttosto cruda e mette sotto il naso del lettore tutti i problemi e le sfide che l'uomo dovrà risolvere, pena la sua stessa estinzione.
L'opera si apre con una breve spiegazione del principio yin yang e dell'alimentazione che si ispira a questo principio. Prosegue poi raccontando l'evoluzione dell'uomo e dei popoli arrivando al giorno d'oggi individuando tutti i fattori sociali e alimentari che hanno cambiato radicalmente l'approccio dell'uomo con il suo ambiente con i suoi vantaggi e svantaggi.
Si continua parlando degli ultimi 4 livelli di giudizio di Ohsawa (se vuoi capire meglio di cosa si tratta ho scritto un articolo a riguardo che puoi leggere qui) e del modo in cui la società dei giorni nostri li ha sviluppati.
Per ognuno di questi livelli di giudizio è dedicato un capitolo in cui si parla di argomenti molto importanti e ancora sconosciuti ai più, come il pensiero transumanista, l'intelligenza artificiale, interfacce uomo-computer, microchip, stimolazione trans-cranica, controllo sociale avanzato e lotta ai cambiamenti climatici offrendo una visione lucida e disillusa.
E mostra come sarà davvero improbabile che questi strumenti potranno essere realmente di aiuto all'umanità, ma che al contrario porteranno un probabile aumento delle diseguaglianze essendo promossi e voluti da un sistema economico che si regge sullo sfruttamento di persone e risorse.
Un sistema che vuole l'uomo come una macchina che è utile nella misura in cui alimenta il sistema stesso consumando beni.
Però il destino è ancora da scrivere e sarà lo sviluppo della coscienza e della consapevolezza dei singoli a determinare un futuro realmente sostenibile o una distopia tecnologica.
D'altronde, come dice provocatoriamente l'autore, la democrazia e i diritti umani sono un "lusso", qualcosa che è stato duramente guadagnato in passato e che esisteranno finchè ci saranno un benessere economico e una consapevolezza diffusa in grado di mantenerli. Nessuno ce li può garantire a priori.
Concludo consigliando caldamente questa lettura con la speranza che possa svegliare alcune persone dal sonno dei nostri giorni.


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18/01/19

Che cos'è esattamente la salute?


Cos’è per voi la salute? E’ solamente l’assenza di malattie? O anche qualcosa di più?
Con il passare del tempo trovo sempre più banale l’idea che la nostra società dà alla salute che consiste solo nell’assenza di problemi fisici o mentali.
Questa per me è una definizione che significa poco e che non dà nessun valore alle scelte, le passioni, l’attitudine e il modo di vedere la vita che ogni singola persona possiede. Questo significato di salute per me fa passare un messaggio subdolo che suona all’incirca così:
“ Potete tranquillamente vivere una vita di merda, l’importante è che non vi ammaliate!” 


Rifiutandomi di vedere la salute solo come un semplice stato di equilibrio fisiologico, ho apprezzato sempre di più il modo di vedere di Georges Ohsawa: lui definiva la salute come la felicità stessa che è quell’entusiasmo di vivere donando, realizzando i propri sogni e trasformando i problemi in sfide e opportunità.
Per fare in modo che una persona potesse valutare il proprio livello di salute ha creato un test simpatico in cui ciascuno decide di darsi un punteggio sulla base di quanto si rispecchia in ciascuna di queste affermazioni.

1 Nessuna stanchezza (vale massimo 5 punti)
Non si è mai affaticati, si sente che si ha l’energia necessaria a superare le difficoltà che si presentano senza scoraggiarsi.
2 Buon sonno (massimo 5 punti)
Dormire bene, senza incubi. Prendere sonno dopo 3 minuti che si appoggia la testa sul cuscino. Non svegliarsi per andare in bagno. Svegliarsi rigenerati all’ora che ci si era prefissi
3 Buon appetito (massimo 5 punti)
Avere appetito per le cose semplici e buone non solo del cibo, ma della vita. Trovare l’alimento più semplice come il più gustoso.
4 Buona memoria ( massimo 10 punti)
Ricordare tutto e ricordare sempre più con l’avanzare dell’età.
5 Buon umore (massimo 10 punti)
Non si prova rancore, si vive in modo grato e riconoscente aiutando gli altri a essere felici.
6 Rapidità (massimo 10 punti)
Si agisce in maniera rapida, efficace, efficiente e con eleganza.
7 Senso di giustizia (massimo 55 punti)
Integrità. Essere onesti. Realizzare che la realtà non ha nulla che non va’ perchè siamo i creatori della nostra realtà. Capacità di realizzare la vita che vogliamo.

Sommando i punteggi di ciascuna condizione si ottiene un punteggio che col tempo può solo migliorare. Non preoccupatevi siamo in molti ad avere un punteggio basso :). 
Come diceva Ohsawa: “ Se avete totalizzato 0 non preoccupatevi. Vuol dire che siete onesti e che non avrete problemi a migliorare la vostra salute”.


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22/03/18

Il gomasio, il "must" della macrobiotica

Ciao a tutti oggi vi voglio parlare di un condimento che se vi interessate di macrobiotica o di alimentazione naturale non potete non conoscere: il gomasio!
Il nome deriva dall'unione di due vocaboli giapponesi: goma (sesamo) e shio (sale) e si prepara macinando dei semi di sesamo con del sale marino integrale.
E' un alimento molto apprezzato per il suo buon sapore e per il buon odore che lascia nella vostra cucina quando iniziate a tostare i semi e a macinarli. E' un'ottimo sostituto del sale, valorizza il sapore dei cereali e può anche essere un'alternativa senza glutine a un'impanatura o a una gratinatura che solitamente viene fatta con il pangrattato. 
Molte persone insomma conoscono il gomasio per quello che è: un buon condimento. Però c'è molto di più. Infatti l'origine di questo alimento tradizionale che Ohsawa ha riscoperto si perde nel passato antico della cultura nipponica e rappresenta una delle tante applicazioni del principio Yin-Yang che ai tempi era parte integrante e fondante della cultura giapponese (se ancora non sapete cosa sia il principio Yin - Yang e volete saperne qualcosa in più potete leggere il mio articolo a riguardo cliccando qui).
Lo yin dell'olio di sesamo presente nei semi (il procedimento yang della tostatura è fatto per equilibrare le qualità eccessivamente yin dell'olio a crudo) si lega al sale (che sappiamo essere molto yang) e ne migliora la sua assorbimento da parte dell'organismo (spiego bene questo concetto in un articolo sul sale che puoi leggere qui)
In macrobiotica è considerato un alimento terapeutico:ha una funzione alcalinizzante per lo stomaco e aiuta a ripulire l'intestino.
La preparazione può avere diverse varianti e proporzioni, ma rimane comunque molto semplice da fare. Io la trovo molto rilassante e molto zen.

Fate scaldare una grossa padella con un fondo piuttosto spesso a fiamma sostenuta, dopo un minuto aggiungete i semi di sesamo continuando a mescolarli con un cucchiaio di legno per fare in modo che si tostino in maniera uniforme. Se i semi sono già ben puliti senza pietruzze o sassolini potete aggiungerli senza lavarli altrimenti li laverete immergendoli in una marmitta piena d'acqua mescolando filtrandoli poi con un colino. In quest'ultimo caso la tostatura richiederà un pò più di tempo. 
Vi accorgerete che i semi sono pronti per essere tolti dalla fiamma quando qualcuno di questi comincerà a scoppiettare e inizierete a sentire per la casa un buon odore di tostato. A questo punto provate a prendere qualche seme e a schiacciarlo con le dita: se si sfarinano facilmente vuol dire che sono pronti (attenzione a non bruciare i semi! Non devono diventare scuri e non devono prendere un sapore amaro!).
Trasferite i semi in una marmitta.
Prima di iniziare a macinare mettete un pò di sale nella padella ancora calda in cui avete tostato il sesamo senza accendere la fiamma e lasciatelo per 5 minuti. Questa breve tostatura del sale contribuisce a renderlo più facile da macinare.
I semi di sesamo mentre vengono tostati devono avere sempre un bel
colore dorato .

Per la macinazione ci serviamo di in un mortaio giapponese ,chiamato suribachi, che ha la caratteristica di presentare delle zigrinature sulla sua superficie che permettono la macinazione uniforme del sesamo utilizzando il minimo sforzo. Infatti, vi basterà girare il pestello di legno (chiamato surikogi) in maniera circolare facendo una minima pressione. 
I semi vengono trasferiti nel suribachi e iniziano a essere
macinati.
La proporzione tra il sesamo e il sale che metterete a macinare varia a seconda delle scuole di pensiero e del gusto personale. Ohsawa consigliava di prepararlo mettendo 1 cucchiaio di sale per 7 cucchiai di sesamo, io personalmente uso una proporzione più blanda di circa 1:15 o 1:20,  so che alcuni usano addirittura una proporzione 1:30. Provate voi a vedere ciò che è meglio per voi, personalmente ritengo che da 1:7 a 1:20 il gomasio abbia un azione efficace sull'organismo, ma andando oltre risulti troppo "diluito".
Iniziate quindi a mettere il sesamo e a macinare grossolanamente e dopo un minuto aggiungete il sale e continuate a macinare fino a che non ottenete un composto in cui almeno l'80% dei semi risultano sfarinati.
Conservate il gomasio in un contenitore ermetico e consumatelo entro 1 settimana.

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Masticare può salvare la vita: l'esperienza di Lino Stanchich

Quante volte nella vita ci viene detto di masticare piano e lentamente? Quante volte riusciamo a farlo davvero? Beh, per quanto mi riguarda lo ammetto, faccio davvero fatica a non trangugiare quello che ho nel piatto; sin da bambino sono sempre stato vorace, ho un rapporto viscerale con il cibo.
Inizialmente pensavo che masticare bene fosse poco più che un gesto di bon ton, nel migliore dei casi un modo per digerire meglio, ma pur sempre un dettaglio trascurabile.
Poi a un certo punto della mia vita scopro la macrobiotica e rimango incuriosito da questa affermazione di Georges Ohsawa:



Occorre masticare ogni boccone almeno 50 volte e, se volete assimilare il metodo macrobiotico il più rapidamente possibile, da 100 a 150 volte. "dovete masticare le vostre bevande e bere i vostri cibi" diceva Gandhi.
 Il più delizioso boccone, diventa tanto migliore quanto più lo masticate.

G. Ohsawa "Lo zen macrobiotico e l'arte della longevità"


Cercando di capire il motivo di questa raccomandazione scopro che la ptialina, l'enzima presente nella nostra saliva, gioca un ruolo fondamentale nella digestione e nella scomposizione degli amidi dei cereali e che, se quest'ultimi non sono ben insalivati, non vengono ben assimilati, creando muco e scorie acide (da qui la convinzione, vera a metà, che i cereali creino acidità).
Scopro anche che Ohsawa raccomanda la masticazione anche come forma di meditazione in quanto masticare lentamente obbliga la persona a fare uno sforzo di pazienza e di presenza verso ciò che si sta facendo. 
Leggendo "Il medico di se stesso" di Naborou Muramoto scopro anche che per la medicina cinese la masticazione rafforza anche la vitalità e la salute degli organi sessuali e dell'intestino crasso i meridiani energetici che ne presiedono la vitalità sono legati alla muscolatura della mandibola.
Insomma arrivo a scoprire che la masticazione non è una cosa proprio di poco conto!
Pensavo però che una corretta masticazione non potesse avere ancora altre funzioni  più importanti di questa. Poi invece scopro che addirittura può salvare la vita. 
E lo scopro leggendo la storia di quest'uomo, chiamato Lino Stanchich, che racconta come la masticazione abbia salvato la vita a lui e a suo padre quando, in due periodi storici diversi furono imprigionati e condannati ai lavori forzati:

Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, mio padre Antonio Stanchich fu fatto prigioniero in Grecia dai Tedeschi e mandato in Germania in un campo di concentramento.
Il lager era collegato ad una fabbrica dove tutti i prigionieri erano obbligati a lavorare molto duramente, d'inverno faceva molto freddo, le baracche erano poco riscaldate, l'abbigliamento inadeguato e il cibo insufficiente.
Mio padre mi disse: "Avevo quasi sempre freddo ed ero costantemente affamato". Al mattino mio padre riceveva una tazza di caffè di cicoria ed una fetta di pane, a pranzo e a cena gli veniva data una zuppa in cui c'erano patate e qualche altra verdura oltre a cereali o fagioli e saltuariamente un pò di carne.
Un'immagine recente di Lino Stanchich
Non passava giorno senza che qualcuno morisse di fame e durante i freddi mesi invernali molti altri morivano di assideramento... Fu allora che mio padre fece una scoperta che gli avrebbe salvato la vita: quando aveva sete, istintivamente tratteneva l'acqua fredda in bocca e la "masticava" per intiepidirla prima di deglutirla, normalmente masticava 10-15 volte.
Un giorno che l'acqua era particolarmente fredda, la masticò 50 volte! Oltre a calmare la sete, l'acqua effettivamente sembrava dargli energia. Dapprima pensò che fosse solo la sua fantasia, ma dopo ripetuti esperimenti, mio padre concluse che, in effetti, ,masticare l'acqua 50 volte o più gli forniva maggiore energia. Era perplesso, come poteva della semplice acqua dargli energia? Quarant'anni più tardi questo mistero venne chiarito.
Mio padre cominciò un esperimento. All'inizio masticava ogni boccone di cibo solo 50 volte, poi provò 75 volte, poi 100, 150, 200, fino a 300 volte per boccone...a volte di più.
Egli mi disse che il numero magico di masticazioni era 150, dopodichè poteva proseguire quasi all'infinito con un continuo aumento di energia. Spesso c'era poco tempo per masticare, il pasto del mattino durava mezz'ora; il pranzo un'ora, mentre il tempo della cena durava quanto voleva lui.
La tecnica che mio padre aveva sviluppato era semplice: mettere un cucchiaio di liquido o di cibo solido in bocca e masticare, contando ogni masticazione. Egli condivise la scoperta con i suoi amici, la maggior parte dei quali gli disse: " Via Toni, tutto ciò è solo nella tua testa!". I suoi amici pensavano che 10 o 20 volte fossero sufficienti, ma due di loro si unirono a mio padre nelle sue sedute di masticazione e confrontarono le rispettive esperienze. 
Tutti conclusero che questa tecnica dava loro più energia, si sentivano meno affamati e perfino più caldi.
Dopo due anni di campo di concentramento, nel 1945, i prigionieri vennero liberati dall'esercito Americano...Della squadra di mio padre soltanto in 3 sopravvissero, mio padre e i suoi 2 amici che praticarono la masticazione...
Nel 1949 la Yugoslavia si ritrovava in una situazione politica tumultuosa. Il governo comunista non permetteva ai cittadini italiani di andare in Italia...Quell'anno tentai la fuga, ma fui catturato alla frontiera e condannato a 2 anni e mezzo di lavori forzati. A 17 anni mi trovai anch'io ad essere prigioniero. Anche se non fu orribile come il campo di concentramento tedesco in cui fu imprigionato mio padre, la mia prigionia fu estremamente dura, la dieta era simile a quella di mio padre: un panino con caffè di cicoria per colazione, una tazza di zuppa in genere con orzo e fagioli a pranzo, la stessa cosa per cena.
Una volta a settimana la zuppa comprendeva un pò di carne, consideravo buono il pasto quando trovavo almeno 20 fagioli nella zuppa. Anch'io ero sempre affamato.
C'era però una differenza rispetto all'esperienza di mio padre: a me veniva concesso un piccolo pacco da casa, una volta al mese. Siccome i pacchetti spesso non arrivavano, chiesi a mia madre di mandarmi cipolle crude, sale e pane integrale affettato e secco, sentivo che nessuno avrebbe rubato un pacco simile e, in effetti, li ricevetti tutti. 
Questo fece la differenza, affettavo la cipolla in lunette, la intingevo nel sale e la masticavo con un pizzico di pane secco, bastava berci sopra uno o due bicchieri d'acqua che mi sentivo sazio. Se masticavo adeguatamente mi sentivo pieno di energia e con una strana sensazione di fiducia e coraggio, non avevo paura di niente e di nessuno. Masticavo nel modo che mio padre mi aveva insegnato, fino a 150 volte e oltre, con un'aggiunta importante: masticavo con gli occhi chiusi. I risultati furono eccellenti...
La mia esperienza nel campo di concentramento mi influenzò profondamente. Quando tornai a casa, nel 1951, sembravo molto più adulto rispetto ai miei 19 anni...Un anno dopo fu concesso alla mia famiglia di andare in Italia e nel 1953 emigrammo negli Stati Uniti d'America. Il cibo era abbondante lì. Insieme a mio fratello gestimmo diversi ristoranti di nostra proprietà. Con la ricca dieta americana non c'era certo il problema della fame ed io cessai il mio regime di masticazione.
Passarono molti anni quando cominciai ad accusare gli effetti dannosi derivanti dal mio modo di vivere altamente stressante. Con sorpresa mi resi conto che stavo scavandomi la fossa con la mia forchetta! La nutrizione e i cibi naturali divennero uno dei miei interessi, provai molte diete, dal crudismo alla dieta di sola frutta, dalla iper-proteica alla lacto-vegetariana, tutte funzionavano temporaneamente.
Poi scoprii la macrobiotica, che studiai ed adottai con entusiasmo, ero ancora una volta deciso a sopravvivere.

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13/03/18

I 7 livelli di (non) giudizio di Ohsawa

Oggi vi voglio parlare di un principio concepito da Ohsawa che può risultare un pò complesso e quindi soggetto a fraintendimenti, ma credo sia molto utile per poter vedere le cose in un'ottica alternativa: i 7 livelli di giudizio dell'uomo.
Nel suo libro "La filosofia della medicina dell'estremo oriente", Georges Ohsawa afferma che l'uomo interpreta la realtà e agisce seguendo 7 livelli di giudizio in cui il primo rappresenta il più primordiale e il settimo quello più evoluto.
 L'uomo decide più o meno consapevolmente quanto tempo passare della propria giornata e della propria vita in ciascuno di questi stati. Sostando nei livelli di giudizio più bassi l'uomo resta sempre più invischiato in una schiavitù emotivo-sensoriale, mentre più si sperimentano livelli di giudizio elevati più si diventa liberi e felici. 
E' importante a questo punto, per non creare fraintendimenti, che il termine giudizio per Ohsawa non ha nulla a che vedere con il significato che noi siamo abituati a dargli. 
Per il fondatore della macrobiotica infatti il giudizio è sinonimo di uno stato di coscienza, del livello di consapevolezza  e di capacità di vedere la realtà, che è tutto il contrario del significato che l'occidente da a questo termine dove spesso è associato all'idea di condanna o sentenza.
Questi, in maniera sintetica, sono le 7 tappe del giudizio secondo Ohsawa:

Georges Ohsawa durante una conferenza in Giappone
1 Giudizio Meccanico: vivere per abitudine e per inerzia facendo ciò che fanno gli altri. Si vive una vita al solo scopo di soddisfare gli istinti primari.
2 Giudizio Sensoriale: Le scelte di vita vengono prese sulla base di ciò che è più piacevole a livello fisico/sensoriale senza altro tipo di valutazioni. 
3 Giudizio Sentimentale: Compio le mie scelte sulla base delle emozioni che provo e sulle immagini dettate dai miei ricordi e dai miei attaccamenti affettivi. Un buon numero di persone che si dedicano all'attivismo in diversi ambiti (pacifismo,animalismo, ecc...) agiscono spesso più secondo una logica dettata dal sentimentalismo piuttosto che dall'etica e dal desiderio di giustizia (5a tappa).
4 Giudizio Intellettuale:colui che tende ad analizzare la realtà spezzettandola in pezzi sempre più piccoli e isolandoli dal contesto e crede che i risultati di queste interpretazioni siano la verità assoluta. Da questo tipo di giudizio nasce l'eccesso di specializzazione delle scienze occidentali che ha portato attualmente a creare molti professionisti che hanno una grandissima conoscenza di un dettaglio specifico, ma che spesso non sanno tenere conto della totalità del fenomeno che studiano e di come questo sia influenzato dalle infinite relazioni di quest'ultimo con tutto ciò che lo circonda.
5 Giudizio Sociale: si basa su etica, economia e moralità. Chi lavora su questo piano si interroga quale sia lo sviluppo migliore per l'uomo sulla base di fattori storici, informazioni, notizie e studi delle diverse culture. Nel rapporto col cibo la persona che possiede giudizio sociale ragiona in termini di sostenibilità ambientale ed economica o osserva le abitudini dei popoli che sono storicamente longevi per capire quale possa essere il modello alimentare migliore. 
Chi si occupa di politica dovrebbe agire il più possibile seguendo questo tipo di giudizio.
6 Giudizio religioso o ideologico: si basa sulla filosofia che oltre a tenere conto degli aspetti materiali, valuta anche le scelte migliori per la realizzazione spirituale dell'uomo. Si adattano teorie e modelli per cercare l'unione tra l'uomo e l'Assoluto. Tuttavia, come tutti i modelli e le teorie statiche esse restano limitate in virtù del fatto che tutto cambia e si trasforma e ciò che poteva essere utile ieri, oggi potrebbe non esserlo più.
7 Giudizio supremo: è il superamento del dualismo, del conflitto e delle divisioni.E' il trovare il buono ovunque, la fede assoluta dove niente è intollerabile. E' il modo di vedere la vita dell'uomo libero che sceglie il proprio destino realizzando i propri sogni. Non ha paure nè barriere interiori che lo limitano. Ha superato il dualismo materiale/divino, buono/cattivo.

Se lo scopo ultimo dell'uomo è sostare negli stati di coscienza più elevati, non bisogna comunque  dare definizioni moralistiche alle 7 tappe del giudizio. 
I 7 livelli di giudizio non si possono ridurre semplicemente a un semplice schema.
Così come ogni uomo cresce e impara dai propri sbagli, allo stesso modo la consapevolezza si sviluppa grazie alle tappe più basse senza le quali il giudizio più elevato non esisterebbe. 
Inoltre i livelli inferiori di giudizio svolgono a volte delle funzioni fondamentali: pensiamo a quando ad esempio meccanicamente (primo livello di giudizio) spostiamo la mano nel momento in cui tocchiamo un oggetto rovente. Quel gesto meccanico salva la nostra salute!
E qui emerge la seconda e la quarta legge dell'universo di Ohsawa: "Tutto ciò che ha una faccia ha un dorso" e "più larga la faccia, più largo il dorso"

"...le sette tappe del giudizio non sono estranee e indipendenti le une dalle altre. Sono fasi differenti di uno stesso giudizio. Sono gli steli, delle radici, i rami, il fogliame, i fiori, i frutti di un grande albero che si chiama "Giudizio" . Affinchè dei rami si sviluppino , e si producano dei bei fiori e frutti in quantità in alto nel cielo, ci devono essere delle radici sviluppate profondamente nella terra nera. 
Il fiore del loto, fiore del Buddha, è bello e nobile, elegante e pio. 
Ma le sue radici sono coperte dal fango più sudicio del fondo dello stagno che nutre questi bei fiori..."

G.Ohsawa "La filosofia della medicina dell'estremo oriente"

Possiamo quindi concludere che un elevato livello di consapevolezza consiste non tanto nel negare e reprimere gli stadi più meccanici e primordiali in quanto hanno una loro utilità, ma piuttosto nell'osservarli nella maniera più imparziale possibile mentre questi si manifestano. In questo modo automaticamente cambia e migliora la qualità della consapevolezza stessa. 
Per fare ciò è necessario entrare in uno stato di non giudizio che poi è l'essenza stessa del giudizio supremo (superamento del dualismo bello/brutto, giusto/sbagliato) di Ohsawa.
Perciò, paradossalmente, i 7 livelli di giudizio di Ohsawa si comprendono entrando in una logica di non giudizio.


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04/03/18

Il sale della terra



A volte mi chiedono che alternative ci possano essere al sale perchè, ormai lo dicono tutti, "il sale fa male". 
La mia risposta è che il problema non è il sale, ma la forma in cui questo viene assunto tramite l'alimentazione. 
Il sale è un alimento importantissimo, in passato  era la paga dei soldati romani (da cui ha origine la parola "salario") e non solo perchè è un ottimo conservante, ma anche perchè nella sua forma integrale apporta sali minerali fondamentali, stimola la digestione e alcalinizza il corpo. 
Fortunatamente c'è ancora chi estrae e lavora il sale nella sua forma integra con il metodo tradizionale. Questo prodotto si può trovare in quasi tutti i negozi di prodotti naturali.
Ohsawa a proposito del sale scriveva:
"...il professor Quinton, allora professore alla Sorbona, emise la teoria che tutti gli esseri viventi venivano dal mare. Il suo libro "L'acqua di mare" è molto interessante e la sua teoria è accettata dagli uomini di scienza di tutto il mondo...Egli foggiò il termine "talassoterapia" e raccomandò l'uso del sale. Per questo sono estremamente sorpreso di constatare che la paura del sale, nonostante non sia basata su nessun dato scientifico, domina la moderna medicina. La più importante funzione del nostro corpo si basa su un buon equilibrio tra il sodio e il potassio nel sangue ...Di modo che possiamo chiederci da dove venga questa paura del sale se non da una prolungata superstizione."
La macrobiotica è arrivata alla conclusione che i problemi che la medicina attribuisce al sale sia  causata da due fattori:
- Un eccessiva assunzione di sodio nell'alimentazione dovuta sia all'abuso di sale di cattiva qualità (molto diverso dal sale integrale e molto più ricco di sodio),ma soprattutto associato grande quantità di prodotti animali consumati nella dieta che sono particolarmente ricchi di sodio.
- L'associazione di questo eccesso di sodio con l'eccesso di grassi saturi assunti con i prodotti animali che contribuiscono a creare rigidità e indurimenti in diverse zone del corpo.
Quindi l'affermazione riguardo la pericolosità del sale è un'affermazione vera a metà: chi mangia o ha mangiato per molto tempo una gran quantità di cibi animali deve sicuramente stare attento al sale, ma la cosa in assoluto migliore per questa persona non è eliminare completamente il sale, ma togliere o ridurre di molto dalla sua alimentazione i prodotti animali (in particolare carni,insaccati e formaggi) il cui mix sodio/grassi saturi possono portare a diversi tipi di problemi.
Al contrario, per chi adotta una dieta vegana o vegetariana da molto tempo il sale è fondamentale in quanto l'alimentazione vegetale è ricca di potassio, ma molto scarsa di sodio.
Una cosa su cui la macrobiotica pone particolare attenzione è quella di usare il sale in cottura e in una forma più solubile possibile abbinandolo sempre a dei grassi di buona qualità come gli olii  spremuti a freddo. Questo perchè il sodio, legandosi alle molecole dell'olio riesce a essere immagazzinato meglio dalle cellule dell'organismo.
Questo binomio tra grassi o succhi aciduli (yin) e sale (yang) è presente in tutti i condimenti salati nati in giappone che poi la macrobiotica ha rilanciato: dalla salsa di soja, al miso, al gomasio fino ad arrivare alle umeboshi. 
Il sale assunto in questo modo è tutt'altro che pericoloso ed è anzi un valido alcalinizzante e un aiuto digestivo. 
Bisogna inoltre dire che il sale se non è abbinato a un consumo di grassi animali difficilmente rappresenta un pericolo per il sistema circolatorio.
Quindi smettiamola di temere l'uso del sale e cominciamo a comprendere come tutto vada visto in una logica più ampia che tenga conto della storia alimentare dell'individuo, della sua condizione e della sua costituzione fisica.
E chissà cosa voleva dire Gesù quando disse che noi siamo il sale della terra...


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22/01/18

Quarta legge dell'universo di Ohsawa: Più grande la faccia, più grande il dorso


"...Ad ogni modo, è un dato di fatto che più forte è la parte positiva, più forte è la resistenza negativa. Come nella ginnastica.... So che mi fa bene. Quindi mi metto i pantaloncini e le scarpe da ginnastica e comincio a camminare con passo pesante per casa. Ma dopo un paio di giri guardo fuori dalla finestra, vedo che è un pò umido e penso 'naah - la prossima volta'. E la prossima volta magari è troppo caldo. E la prossima ancora c'è qualche partita in tv. E alla fine penso 'fanculo alla corsa' e lascio perdere. Una volta, prima che diventassi buddista, frequentavo un gruppo a favore della pace - sai quei pacifisti contro la guerra e la violenza. Si odiavano tra loro. Appena potevano si prendevano alla gola. Non erano mai d'accordo su niente. All'epoca non capivo, ma adesso...adesso so che è inevitabile."
"Perchè?"
"Tentavano di porre cause davvero positive, per cui erano colpiti in modo molto forte dalla negatività - sotto forma di maldicenze, disunità, litigi continui."
..."Stai dicendo che quello che di buono uno tenta di fare deve fatalmente essere vinto dalla negatività?"
"No, non vinto - colpito. Perchè una volta che capisci che sta per attaccare, o che la riconosci quando attacca, puoi prendere provvedimenti per superarla. E' come un aereo sulla pista di decollo. Va sempre più veloce, aumentando così anche la resistenza. Se continua a volare, decollerà. Ha addirittura bisogno della resistenza per volare. Se rallenta, sicuramente diminuisce la resistenza, ma non si stacca da terra."
"Quindi se voglio volare devo insistere nell'andare avanti?"
"Attraverso la tua negatività, si. Dopo un pò ti renderai conto che la resistenza è positiva, perchè ti fa capire che stai tentando di fare o cambiare qualcosa di veramente importante.
Quel gruppo di pacifisti si è disgregato per via della negatività. Se avessero conosciuto questo principio, avrebbero capito che veniva fuori solo perchè erano sulla pista giusta e forse avrebbero continuato ad andare avanti....Dimmi se non è vero che spesso troviamo la resistenza maggiore proprio per le cose che più desideriamo."

                                                                             Edward Canfor-Dumas  -  Il Buddha, Geoff e io


11/11/17

L'alimentazione naturale può aiutare a migliorare la propria salute?

Spesso parlo o sentiamo parlare di cucina e alimentazione naturale, ma cosa si intende con questo termine?
Non c'è una definizione univoca a riguardo, ci sono tanti modi di fare da mangiare che si definiscono di cucina naturale,ma che sono molto diversi uno dall'altro. A volte è solo una trovata di marketing o di moda, altri la intendono come la cucina vegana (una definizione che comprende un pò tutto, dalla coca cola alle patatine), per altri ancora con questo termine intendono il crudismo, ecc... 
Credo però che per molti l'essenza del termine cucina naturale sia il cucinare con materie prime prodotte senza prodotti di sintesi e non trattate, che sono state sottoposte a meno lavorazioni possibili quindi più vicini alla forma in cui sono disponibili e presenti in natura.
Chi sposa questa definizione di sicuro ha a cuore l'ambiente, ma la trovo comunque una visione  limitata. Infatti non serve a molto mangiare dei cibi prodotti in maniera sana se non sappiamo scegliere e combinare gli alimenti che ci possono aiutare ad essere forti, resistenti e vitali. 
In poche parole, se il nostro pranzo e la nostra cena quotidiana è a base di salame bio, magari stai mangiando cibo con meno additivi, ma non credo che questo cibo ti aiuterà a stare bene a lungo termine.
Quindi me cucina naturale significa: cucinare alimenti il più possibile genuini e non trattati, scegliendo e combinando quelli più importanti per la nostra salute, creando piatti equilibrati.
Per scegliere gli alimenti più adatti e come combinarli, la macrobiotica (qui trovi il link dove racconto a grandi linee come è nata e su cosa si basa) secondo me offre un metodo pratico, semplice ed efficace che si basa sui principi millenari della medicina tradizionale cinese e allo stesso tempo soddisfa il fabbisogno di elementi nutrizionali su cui si basa la scienza dell'alimentazione attuale. 
Questo principio Yin-Yang in cucina per me può essere usato principalmente in 2 modi:
1 Seguendo un approccio che molti chiamano appunto di cucina naturale che porta a creare piatti anche molto estrosi e molto ricchi. Questo approccio non sarà mai in grado di risolvere a fondo un problema di salute, ma se seguito con buon senso aiuta a chi è in buona salute di restarci o di migliorare alcuni piccoli problemi.
2 Seguendo l'approccio macrobiotico tradizionale che è più rigoroso e comporta l'eliminazione di alcuni alimenti dalla propria dieta per un certo periodo e il ritorno a un modo di mangiare molto semplice basato principalmente su cereali integrali, verdure e legumi. Questo comporta una piccola rivoluzione nel modo di intendere il cibo e i sapori e si possono riscontrare molte testimonianze (tra cui il sottoscritto) in cui ha rappresentato un grande aiuto verso svariati problemi di salute e agendo in tempi piuttosto brevi.
E' scientificamente dimostrato al di là di ogni dubbio che l'alimentazione ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie.
A me invece piace definirla cucina curativa (anche se potrei essere messo al rogo per questo :D) , ma si tratta solo di un mio parere personale fondato sulla mia esperienza e non su studi scientifici, anche se sono convinto che in futuro ce ne saranno. Il lavoro di medici e ricercatori come Berrino e Longo, mi fa ben sperare in tal senso.
Nel caso vogliate usare il cibo per salvaguardare, migliorare o prevenire la vostra salute è bene rivolgersi a persone esperte in questo campo e se si fosse malati bisogna essere ovviamente seguiti da un medico che conosce questi strumenti.
Rimango comunque convinto che il miglior alleato resti il proprio buonsenso e la propria capacità di giudizio e discernimento.
Nel blog ci sono diverse ricette: alcune sono raccolte sotto l'etichetta cucina naturale, altre come macrobiotiche proprio in virtù di quanto scritto sopra.
Sperimentarle non vi farà altro che bene, anche all'anima.





09/11/17

Viva la "rigidità"!

Qualcuno di voi leggendo il titolo di questo post penserà che io sia diventato matto.
Il fatto è che troppo spesso ho sentito usare la parola rigidità a sproposito quando si parla di macrobiotica e la cosa mi spiace molto. Il problema è che spesso viene confuso questo termine con la disciplina che appartiene a coloro che in questo caso sanno che, per vedere come il cibo lavora in modo importante sul corpo umano sia necessario un certo sforzo di volontà.
Infatti, in un mondo dove tutto ci sembra sia dovuto, dove con il pretesto che bisogna volersi bene accettiamo sempre di venire blanditi da messaggi rassicuranti anche quando avremmo bisogno di qualche sano scossone e dove i problemi vengono nascosti sotto il tappeto fino a quando non si può più fare a meno di ignorarli, ecco, in un mondo come questo parlare di disciplina non può che essere visto come un qualcosa di pericoloso.
Ed è così che chi è determinato a prendere in mano la propria salute per la società diventa "rigido" quando in realtà è soltanto una persona responsabile.
Ma cosa intendo per essere  responsabile e disciplinato? 
La respons - abilità è  semplicemente la capacità di dare una risposta o di porre rimedio a qualcosa; in genere si tratta di un problema o una difficoltà
Per far si che ciò sia possibile, dobbiamo aver ben chiaro  quanto abbia inciso il nostro comportamento nell'originare il problema in modo da capire poi cosa possiamo cambiare di questi nostri comportamenti affinchè la situazione si risolva.
E' per questo motivo che dare la colpa ad altri, indipendentemente da quanto siano fondate o meno le nostre accuse, non è un atteggiamento vincente perchè porta a concentrarsi verso fattori sui quali non abbiamo alcun potere e a dimenticarsi su quali fattori possiamo agire ritrovando, in questo modo, il nostro potere personale.
Per modificare dei comportamenti negativi bisogna intraprendere una serie di azioni positive che sostituiscano quelle vecchie. Questo cambio però incontrerà per forza di cose delle resistenze a causa del fatto che il cervello umano fondamentalmente detesta cambiare un abitudine che trova confortevole a livello sensoriale, anche se questa abitudine si rivela dannosa a medio-lungo termine.
Il cambiamento quindi avrà modo di insediarsi in noi dopo che avremo cambiato le nostre azioni per un po' di tempo.
La capacità di ripetere nel tempo un'azione benefica in sostituzione di una dannosa gestendo le resistenze che si creano durante questo processo è la disciplina.
Tutto ciò tradotto in modo molto pratico nel contesto dell'alimentazione o della macrobiotica suona più o meno così: se vogliamo davvero vivere la salute di cui parla Ohsawa, dobbiamo evitare di mentire a noi stessi e praticare il metodo per come viene spiegato almeno per un certo periodo di tempo.
Questo non significa crearsi una prigione mentale di precetti e divieti. Ohsawa era solito dire che una prescrizione alimentare non è una condanna. Si tratta di essere coerenti e abbastanza intransigenti per un certo periodo che può andare da una settimana ad un mese.
Per chi non sta bene di salute tornerà il tempo in cui potrà allargare il suo modo di mangiare (sempre orientandosi con il buonsenso dando un'occhiata a quelle che sono le linee guida generali) , ma prima bisognerà lasciare il tempo che servirà al cibo per migliorare la nostra condizione e rendere più semplici i nostri gusti e le nostre abitudini alimentari.
Certo, come scrivevo prima cambiare non è una passeggiata perchè la nostra tavola e il nostro frigorifero sono le nostre più grandi zone di confort, ma come avviene in tutti i processi evolutivi, per crescere è importante lasciare il conosciuto e provare nuovi territori, con tutte le paure e le difficoltà che questa scelta comporta.
Vi siete mai chiesti se sia più rigido chi ha il coraggio di mettere in discussione le proprie abitudini alimentari o chi non si sposta mai dai propri schemi anche quando sono dannosi? Avete mai provato a vederla sotto questo punto di vista?
Credo ci sia molto più dogmatismo e rigidità in tante persone che seguono lo stile di vita dettato dai media piuttosto che in chi segue la macrobiotica o altri modi di mangiare alternativi con intelligenza.
Invece le persone che buona parte della società definiscono come "rigide" in realtà:
- Ascoltano il  corpo e i suoi segnali, quindi sanno come rapportarsi al cibo e quando eventualmente porsi dei limiti.
- Seguono un modello in maniera coerente perchè sanno che questo è l'unico modo per ottenere dei risultati. Se quei risultati non arrivano mette in discussione il modello oppure mette in discussione il proprio approccio.
- E' concentrato a migliorare se stesso e non ha tempo per i giudizi. Vive con uno spirito di apertura e condivisione.
Quindi diciamolo una volta tanto, viva la "rigidità"!!



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26/10/17

Le 10 direttive di Ohsawa, ovvero il buonsenso su cosa e come mangiare

A volte quando si inizia un nuovo percorso alimentare non si sa dove andare a sbattere la testa, non si capisce cosa mangiare, cosa evitare, ci si complica la vita, quando la parola magica è: SEMPLIFICARE!
"La dieta macrobiotica" Ed. Astrolabio
Georges Ohsawa era sicuramente un amante della sintesi. Credo sapesse che, quantomeno all'inizio, bisogna solo concentrarsi sugli aspetti più importanti. E per quanto riguarda la cucina non c'è da conoscere molto più delle 170 pagine del suo classico "Lo zen macrobiotico e l'arte della longevità" tradotto anche come "La dieta macrobiotica". 
In queste pagine il fondatore della macrobiotica parla anche delle 7 diete, ma è un argomento che affronterò in un altro post. Credo sia meglio ora partire con 10 semplici regole che sono valide oggi così come lo erano quando scrisse questo libro che fu dato alle stampe nel 1966. Prima però, se non l'hai già letta, ti invito a leggere qui una breve panoramica di che cosa è la macrobiotica.
Qui è Ohsawa a parlare:

1 Non prendete cibi né bevande forniti dall’industria come zucchero, bevande conservate, alimenti colorati chimicamente.
2 Cucinate gli alimenti con olio vegetale o acqua. Usare sale marino non raffinato e non arricchito. Tra le pentole sono da preferire quelle di acciaio inox o di terracotta.
3  Man mano che vi sentirete meglio e comprenderete il principio Yin - Yang potrete provare ad allargare la dieta, ma con prudenza. Potete continuare le diete al di sopra della n 3 per quanto tempo volete senza problemi, ma se la vostra salute non migliora tornate alla dieta 7 per una o due settimane o anche più. (Le diete dalla 4 alla 6 sono diete a base di cereali integrali e verdure, la 7 di solo cereali integrali con alcune integrazioni. Quest'ultima viene seguita per un periodo limitato di tempo e con una certa attenzione).
4 Non mangiate frutta o verdura coltivata con l’uso di concimi e pesticidi chimici.
5 Evitate il più possibile di prendere alimenti che provengano da un posto lontano rispetto a quello in cui vivete.
6 Consumate prodotti di stagione
7 Evitate le verdure più Yin come le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate)
8 Non usate spezie tropicali o insaporitori chimici, condite con il sale integrale , il miso e la salsa di soja ottenuti con metodi naturali.
9 Evitate il caffè e i thè che contengono coloranti cancerogeni. Il thè verde cinese e il thè giapponese tostato (bancha e kukicha) vanno bene.
10 Gli alimenti di origine animale allevati vengono trattati quasi tutti con un gran numero di prodotti chimici, invece gli animali selvatici e il pesce pescato in zone marine pulite no. Se proprio desiderate dei cibi animali optate per questi ultimi.

Molte di queste 10 semplici raccomandazioni al giorno d'oggi potreste riceverle tranquillamente anche da un medico o un nutrizionista, difficilmente però questi ultimi avrebbero dato questi consigli negli anni '60, quando Ohsawa pubblicò il suo libro. Infatti, in quegli anni nel mondo della medicina allopatica c'era la quasi totale convinzione che conservanti, pesticidi e zucchero non fossero assolutamente dannosi, anzi venivano rappresentati come invenzioni miracolose. Chissà poi se questa campagna promozionale che fecero fosse completamente disinteressata...ma questa è un'altra storia!! Voglio solo sottolineare quanto Ohsawa, pur non avendo una formazione medica tradizionale, sia stato precursore e anticipatore di una serie di scoperte (in particolare riguardo lo zucchero) e di idee che la scienza ha riconosciuto solamente in tempi abbastanza recenti. 

Guardando invece le raccomandazioni n 4,5 e 6 si nota come Ohsawa sia stato il precursore della filosofia Bio e Km0 che ora tutti promuovono a gran voce. E questo 60 anni fa!!
Ohsawa poi nel suo libro prosegue in modo essenziale e semplice a spiegare quali sono gli alimenti migliori per ristabilire la salute. 


Georges Ohsawa

Cosa mangiare
"Tutti i cereali come il riso integrale, il grano saraceno, il frumento, il mais, l'orzo, il miglio sono eccellenti. Li potete mangiare crudi o cotti, con o senz'acqua, alla griglia, al forno o ridotti in crema, anche in grandi quantità, ma masticandoli bene.
Potete anche mangiare tutte le verdure di stagione (eccezion fatta per le solanacee) come carote, cipolle, zucca, radici, cavolo, cavolfiore, crescione, lattuga. Tra le piante selvatiche potete usare il tarassaco, il farfaro, la bardana, il crescione. la tonsillaggine, ecc.."




Insomma un ritorno alla semplicità e alla centralità del cereale integrale e delle verdure di stagione cotte con olio di buona qualità. E come condimenti sale marino integrale e i condimenti giapponesi come miso e salsa di soja che sono molto apprezzati e si sono rivelati dei validi alleati per la salute umana. Certo partendo poi da questa base possiamo ampliare  la varietà di cibo con legumi, condimenti di vario tipo, alghe marine, dolci e preparazioni varie, ma se volete capire qual'è la base più importante della filosofia macrobiotica, vi basterà ricordarvi di queste raccomandazioni che vi ho citato. Semplice, no?



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23/10/17

La macrobiotica, questa sconosciuta...

Cominciamo il nostro viaggio cominciando a conoscere la filosofia che ispira la mia cucina e che rappresenta allo stesso tempo la base di una diversa visione della vita. Una visione  integrata e olistica delle cose, che non si pone in contrasto con la scienza, ma che la può integrare offrendo stimoli e spunti di riflessione.
Alcuni pensano che la macrobiotica sia una dieta, altri un nuovo tipo di cucina, in realtà la macrobiotica è una filosofia pratica che applica dei semplici princìpi appartenenti alla filosofia dell’estremo oriente per permettere all’uomo di comprendere i suoi squilibri e in questo modo scegliere liberamente l'orientamento della sua vita.
Il primo ambito in cui applicarla è l’alimentazione perché è la base della nostra vita (se non si mangia non si vive) con cui costruiamo ogni giorno il nostro corpo (come diceva Ippocrate “Noi siamo ciò che mangiamo”).

Come nasce la macrobiotica?

La macrobiotica (che significa “scienza della grande vita”) è un termine nato nella scuola ippocratica dell’antica Grecia e che è stato ripreso da un giapponese, Georges Ohsawa (pseudonimo di Nyoti Sakurazawa 1893- 1966) per dare il nome alla sua filosofia.
Georges Ohsawa
Nato in Giappone durante il periodo dell’apertura del paese alle idee e agli stili di vita occidentali, Ohsawa perde sua madre e suoi fratelli da giovanissimo a causa della tubercolosi, ammalandosi lui stesso da adolescente. Considerato un caso senza speranze e abbandonato dai medici occidentali , il giovane Ohsawa viene aiutato da un ex medico dell’esercito giapponese che ancora applicava la medicina tradizionale del Giappone (Sagen Ishizuka).
Questo medico scoprì che l’alimentazione tradizionale Giapponese ,fornendo sodio e potassio in un rapporto simile a quello presente nelle funzioni fisiologiche del corpo umano, fosse in grado di ristabilire molto velocemente la salute.
Grazie a questo metodo Ohsawa guarì e sentì di dover portare avanti e approfondire il lavoro del suo maestro.
Cominciò a studiare gli antichi testi di medicina orientale e tutte le arti tradizionali e arrivò a capire che in ogni fenomeno operano sempre due polarità e che la conoscenza del modo in cui operano queste forze , soprattutto nell’alimentazione, potesse cambiare non solo la salute dell’uomo, ma il suo destino.
Queste due forze in estremo Oriente vengono convenzionalmente chiamate Yin e Yang e rappresentano le due polarità di cui ogni fenomeno è composto.



Come funzionano Yin e Yang (12 teoremi di Ohsawa)

1 Yin e Yang sono presenti in ogni cosa, ogni cosa è frutto della loro interazione.
2 Fenomeni Yin e Yang vengono prodotti continuamente.
3 Yin è centrifugo, Yang è centripeto. Yin e Yang producono l’energia.
4 Yin attira Yang e Yang attira Yin.
5 Ogni fenomeno è una combinazione di Yin e Yang con proporzioni diverse
6 La composizione di Yin e Yang di ogni fenomeno cambia di continuo. Ogni cosa è costantemente in cambiamento.
7 Niente è mai completamente Yin o completamente Yang, c’è sempre una parte seppur piccola di Yin e di Yang in ogni fenomeno.
8 Niente è neutro. In ogni fenomeno c’è comunque una predominanza di Yin o di Yang.
9 La forza di attrazione aumenta e diminuisce a seconda di quanto è forte la polarità.
10 Yin respinge Yin e Yang respinge Yang, più le polarità sono simili più si respingono.
11 L’estremo Yin si trasforma in Yang, e l’estremo Yang si trasforma in Yin.
12 Ogni corpo fisico è Yang nel suo centro e Yin in superficie



 Yin e yang nella materia e nel cibo

Yang estremo                                                                         Yin estremo


Estate                                                                                  Inverno
Piccolo                                                                                Grande
Caldo                                                                                  Freddo
Rosso,arancio, giallo                                                         Verde, blu, marrone, violetto 
Direzione verso il basso                                                    Direzione verso l’alto
Pesante e denso                                                                  Leggero e soffice
Pochi liquidi                                                                       Molti liquidi
Forma bassa, corta, squadrata                                         Forma alta, lunga, tonda
Animale                                                                              Vegetale
+ sodio – potassio                                                               + potassio – sodio
Dinamico                                                                             Statico
Maschile                                                                              Femminile
Pratico                                                                                 Filosofico
Duro                                                                                     Molle                                
                                                                                                 
                                                                                                                                                             
Voi come vi sentite?


Persona più Yang                                                                                Persona più Yin
Attivo                                                                                                    Passivo
Teso                                                                                                       Rilassato                                
Molto organizzato                                                                                 Poco organizzato
Positivo                                                                                                 Negativo
Attacca                                                                                                  Fugge
Estroverso                                                                                             Introverso
Azione                                                                                                   Riflessione
Voce forte                                                                                              Voce timida
Muscoli duri                                                                                          Muscoli deboli
Poco sensibile                                                                                       Molto sensibile
Si alza presto                                                                                         Si alza tardi

Un eccesso di fattori yin andrà a incrementare le caratteristiche yin della persona sia da un punto di vista fisico che comportamentale così come un eccesso di fattori yang andrà ad incrementare le caratteristiche yang dell'individuo.                                                                                                                                                                  

Per la macrobiotica il nostro stato di salute è legato in particolar modo al cibo che abbiamo assunto quotidianamente                           


Tabella cibi Yin Yang

Droghe , farmaci e aspartame
+++++++++++++++++
Superalcolici
++++++++++++++++
Bevande gassate zuccherate
++++++++++++++++
Zucchero
+++++++++++++++
Caffè
++++++++++++
Vino
+++++++++++
Sakè
+++++++++++
Birra
+++++++++++
Frutta tropicale
+++++++++++
Latte, yogurt
+++++++++++
Solanacee
++++++++++
Spezie
+++++++++
Formaggi freschi
+++++++++
Frutta di stagione cruda
+++++++
Insalate e verdura cruda
+++++++
Olii vegetali
++++++
Frutta secca
+++++
Frutta cotta
+++++
Seitan e tempeh, tofu
+++++
Semi oleosi tostati
++++
Verdure cotte a foglia verde
++++
Verdure cotte tonde tipo zucca, cavoli
+++
Verdure cotte a radice
+++
Legumi
++
Alghe
++
Mais
++
Orzo
++
Avena
+
Frumento
+
Riso integrale
Più equilibrato
Miglio
+
Grano saraceno
++
Pesce a carne bianca
++++
Molluschi
++++
Crostacei
+++++
Pesci a carne rossa
+++++
Formaggi stagionati
++++++
Carni Bianche
+++++++
Salumi e carni rosse
+++++++++
Uova
+++++++++++
Miso, salsa di soja
++++++++++++
Sale
++++++++++++++
                 






 Y
  I
 N












 E
 Q
 U
  I
  L
  I
 B
 R
  I
 O



Y

A
N
G


                                                                              
     
                                        



Alcune cose in particolare sono importanti da capire per non cadere in equivoci e fare confusione:
1 Per la macrobiotica i cibi migliori per creare equilibrio sono quelli che hanno caratteristiche Yin - Yang equilibrate (cereali, verdure e legumi, frutta di stagione, saltuariamente pesce se lo si desidera) , conditi con sale marino.
2 Abbinando due cibi estremi non si crea un equilibrio (per esempio salumi e frutta tropicale), ma una continua oscillazione tra estremi creando un’estrema instabilità.
3 Se la nostra condizione è Yin non significa che dobbiamo ricorrere a cibi estremamente yang nutrendoci di uova e salame, ma si tratterà di aggiungere un poco più di sale in un piatto di cereali verdure e legumi privilegiando quelli più yang  (riso integrale, miglio, saraceno, radici, lenticchie, azuki, ecc..). Per un eccesso di yang vale l’opposto (meno sale, più verdure verdi, più orzo, mais, frutta cotta)
4 Yin e Yang non sono valori assoluti, ma relativi. Un alimento o un fenomeno è Yin o Yang sempre in rapporto a un altro.
5 Le malattie sono fenomeni Yin che si creano sia dall’eccesso di Yin dell’alimentazione ,ma anche dall’abuso di molti cibi Yang (lo Yang estremo si trasforma in Yin).
6 Le cotture variano in base alla stagione: durante i mesi freddi cottura più yang ( al forno, stufato a lungo) nei mesi caldi cotture più yin (saltato veloce in padella, pressato)

Si può anche notare che la macrobiotica sia una delle poche discipline a dare un senso e una spiegazione chiara ad alcuni comportamenti alimentari: per esempio è facile notare nella vita di tutti i giorni che il consumo di salumi, carne, formaggi stagionati stimoli la voglia di dolci, alcol e di caffè. Questo perchè alimenti estemamenti yang e ricchi di sodio come la carne portano a una condizione di estrema contrazione che viene compensata da cibi molto yin come appunto lo zucchero o l'alcol. 
Chiunque può provare su di sè e notare che la voglia di questi alimenti estremi diminuisce molto quando si passa a un alimentazione più equilibrata. 
Pochi notano che gli alcolisti sono tutti grandissimi consumatori di cibi animali e che nei paesi in cui il consumo di cibi animali è ridotto anche il fenomeno dell’alcolismo è inferiore.
L’approccio macrobiotico è in grado anche di spiegare, ad esempio, le tradizioni alimentari dei diversi popoli: ad esempio perchè i popoli del nord che vivono in climi freddi usano molto conservare sotto-sale e mangiare maggiori quantità di grassi e cibi animali, oppure perchè le prescrizioni religiose dei popoli che vivono in climi molto caldi vietino gli alimenti più yang (come la carne di maiale) o consiglino un’alimentazione vegetariana.
I campi di applicazione di questa filosofia sono vastissimi e non interessano soltanto il cibo e questo la rende ancora più affascinante. 
Tornerò ancora a parlare di questo argomento che mi sta molto a cuore, intanto io spero di avervi incuriosito ad approfondire e di non avervi messo troppa confusione in testa! :)


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