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19/11/18

Macroamaretti

In questi giorni avevo una voglia matta di biscotti ed è da un pò di tempo che mi frullava in testa l'idea di provare a fare una versione veg dell'amaretto. Ho visto se c'erano un pò di ricette da cui ispirarmi ed erano tutte piene di zucchero. Quindi le ho cambiate a modo mio.
Essendo che per la riuscita di questa ricetta una piccola parte di zucchero è imprescindibile ho messo poco lo zucchero integrale di canna abbinandolo al malto.
Il risultato mi è piaciuto come consistenza, il sapore però è molto meno "mandorloso" rispetto agli amaretti tradizionali. Dovrei informarmi, ma ho il sospetto che usino aromi artificiali per creare quel sapore.
Ad ogni modo questa è la ricetta per circa 8-9 amaretti:

110g di mandorle pelate
70 gr di farina tipo 2
25 ml di latte di mandorla non zuccherato
35 g di zucchero di canna integrale
35 g di malto di riso
10 g di amido di mais

In un mixer tritare mandorle e zucchero fino ad ottenere un composto fine. In una ciotola riunire gli altri ingredienti secchi e aggiungervi le mandorle e lo zucchero in polvere. In un bicchiere sciogliere il malto con il latte di mandorla e aggiungere agli ingredienti secchi mescolando.
Mettere il composto in frigo a riposare per almeno un paio d'ore in modo che poi diventerà lavorabile con le mani anche se resterà sempre un pò umido.
Riprendere il composto e con le mani formare delle mezze sfere di circa 3 cm di larghezza appoggiandole su una teglia di cartaforno dalla parte piatta. Con un cucchiaio o una spatola inumidita schiacciare la parte tonda della sfera a formare dei dischetti.
Infornare in forno già caldo statico a 180 gradi per 20 minuti.


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07/05/18

Risotto all'ortica, rosmarino e limone

Oggi condivido con voi una ricetta tipica primaverile con ingredienti che ben si sposano in questa stagione: un risotto con ortica, rosmarino e limone. Sono tre ingredienti che, oltre a sposarsi bene, hanno un azione stimolante sul fegato e sono d'aiuto nell'armonizzare questo organo con la stagione aiutandolo a liberarsi di eventuali eccessi che tendono a ingolfarlo (molto cibo animale in particolare grassi animali, fritture, eccessi di sale).
Se volete raccogliere voi l'ortica da usare per il risotto (come ho fatto io) vi consiglio di raccogliere le foglie nuove, più piccole e tenere e di strofinare bene il dorso delle foglie con un panno e di lavarle bene. Il brodo vegetale sceglietelo di qualità senza glutammati e schifezze varie, oppure potete autoprodurvelo in modo semplice e veloce come spiego in questo post.
Io ho fatto una pre-cottura a pressione del riso per velocizzare i tempi e anche perchè a me il riso cotto in pentola a pressione piace, è una cottura che da maggiore compattezza al riso (in macrobiotica si dice che è più yang). Se non sapete cuocere a pressione o se preferite cuocere il riso in maniera classica potete tranquillamente prepararlo con le stesse proporzioni, ma raddoppiando il tempo di cottura. In questo caso ci vorranno circa 45  minuti.

Questa la ricetta del risotto:


Una tazza e mezzo di riso integrale
Mezzo spicchio d’aglio tritato
Mezza cipolla a mezzaluna
Olio evo
La scorza di mezzo limone tagliata a quadratini di mezzo cm
Un piccolo rametto di rosmarino e qualche foglia di rosmarino tritata fine
4 tazze di brodo vedetale
½ tazza di foglie di ortica tagliuzzate
Un goccio di salsa di soja (facoltativo)



In una pentola a pressione rosolare nell’olio aglio e cipolla e le foglie di rosmarino tritate , aggiungere il riso e tostare a fiamma vivace per un paio di minuti mescolando. Aggiungere il brodo, il rosmarino chiuso in un sacchettino di garza, le scorze di limone e chiudere con il coperchio cuocere a partire dal fischio per 20 minuti. Sfiatare. Il riso avrà ancora del brodo e non sarà ancora cotto. Togliere il sacchetto col rosmarino e continuate a cuocere a fiamma media e a pentola scoperta aggiungendo le ortiche e eventualmente aggiustate di sale con un goccio di salsa di soja continuando a cuocere fino a quando non viene assorbito tutto il brodo. Si abbina bene servito assieme a dello zenzero marinato.

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16/02/18

Budino di castagne e arance

Oggi voglio condividere con voi la ricetta di un dolce semplice, senza glutine, ma sostanzioso. Si tratta del budino di castagne. 
Se qualcuno fosse stato abitutato a usare la farina di castagne solo per fare il castagnaccio, ora avrà un'altra idea su come usarla.
Per dolcificare il meno possibile ho usato del latte di riso e qualche cucchiaio di composta di arance dolcificata soltanto con del succo di mela. Per me, questi accorgimenti , oltre ad usare una farina di castagne di buona qualità, rendono il budino già abbastanza dolce senza dover aggiungere del malto.
Ecco la ricetta:

1l di latte di riso
150 g di farina di castagne
3 g di agar agar in polvere
4-5 cucchiai di composta all'arancia dolcificata con succo di mela
un pizzico di vaniglia

Portare il latte a ebollizione aggiungere la bustina di agar agar, amalgamare la farina in una ciotola con un paio di mestolate di latte caldo aiutandosi con una frusta. Questo procedimento evita i grumi che si formerebbero se invece vi trovaste ad aggiungere la farina direttamente nella pentola del latte. Aggiungere la farina sciolta al resto del latte abbassando la fiamma e tenendo mescolato di tanto in tanto per 20 minuti, dopodichè aggiungere la composta, mescolare e cuocere ancora per 10 minuti. Travasare il budino in degli stampini e far raffreddare. Servire a piacere. Io ho usato delle scorze di limone.

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09/11/17

Ribollita a modo mio

L'altro giorno per una cena con amici ho fatto una mia versione della ribollita toscana che mi ha soddisfatto particolarmente.
L'ho fatta così:

1 cipolla e mezza tagliate a fettine
1/2 costa di sedano tagliato fine
uno spicchio di aglio lasciato intero
un rametto di rosmarino
due foglie di alloro
3 carote medie tagliate a mezze rondelle
1,5 l di brodo vegetale caldo
Olio evo
Metà mazzetto di cavolo nero tagliato a striscioline
150 gr di fagioli dell'occhio secchi


Mettere i fagioli a bagno con un pezzetto di alga kombu per almeno 8 ore e cuocete poi a pressione sempre con l'alga con 2 parti di acqua e un pizzico di sale per 30 minuti a partire dal fischio.
Scaldare il brodo in una pentola
Nel frattempo prendere prendere un'altra pentola bella capiente e rosolare lo spicchio di aglio e poi la cipolla a fiamma vivace. Quando imbiondiranno salare un pizzico, abbassare la fiamma al minimo e cuocere per una decina di minuti, Aggiungere le carote, il sedano, l'alloro e il rosmarino e aggiungere due mestolate di brodo e fare cuocere per una ventina di minuti. Togliere l'alloro e il rosmarino e aggiungere il resto del brodo, i fagioli senza l'alga e il cavolo nero e cuocere ancora a fiamma media per almeno 20 minuti. Poi si sa che la zuppa più cuoce, più è buona :)
Servire calda con del pane o dei crostini. Io ad esempio ho aggiunto dei buonissimi chapati.


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Chapati!!

Cosa si può mangiare per scaldarsi? Per me l'alimento migliore in assoluto sono gli chapati! Ho scoperto questo piatto durante il mio soggiorno a Cuisine et Santè, uno dei centri macrobiotici più longevi d'Europa ed è un alimento che utilizza ingredienti e uno stile di cottura molto yang.
Ma cosa sono gli chapati? Sono dei crostini fatti da farina di saraceno, gomasio e un poco d'acqua. 
Sono tanto buoni quanto semplici e non contenendo glutine non hanno molte delle caratteristiche negative dei prodotti da forno.
Questa è la ricetta:
120 g di farina di saraceno
60g di acqua
60g di gomasio (regolatevi voi con il rapporti sale/sesamo , io in genere lo faccio 1:20)
Mettere gli ingredienti in una ciotola e impastare: l'impasto dovrebbe essere un po' sabbioso, che tende a sfaldarsi. Continuando a impastare e schiacciando bene l'impasto incomincerà a stare insieme, nel caso non fosse così aggiungete un goccino d'acqua.
Prendete un pezzo d'impasto mettetelo su una spianatoia e come per fare gli gnocchi formate dei cilindri però un po' più grossi (2-3 cm di diametro) e poi con un coltello tagliate dei dischetti spessi un cm. Mettete i chapati in una teglia (la carta forno è quasi superflua perché sono molto asciutti, io ho usato una teglia bucherellata per cuocere più uniformemente ma va bene anche una teglia classica) e infornare in forno statico a 220 c° per 5-6 minuti dopodiché togliere la teglia, girare i dischi per farli dorare anche dall'altro lato e cuocere ancora per 5-6 minuti.
Sono croccanti e buonissimi! Ottima fonte di calcio e ferro, molto utili in caso di debolezza, anemia e coliti.


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